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Licenziamento

 

Il licenziamento avviene quando il datore di lavoro decide di porre fine al rapporto di lavoro.

Vi sono vari tipi di licenziamento:


Licenziamento per giusta causa

Il datore di lavoro può legittimamente intimare il licenziamento quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro.

In questi casi non è necessario dare il preavviso al lavoratore, così come non è prevista l’indennità di mancato preavviso.


Alcuni esempi di giusta causa sono ravvisabili nella sottrazione di materiali di proprietà del datore di lavoro, nei comportamenti ingiuriosi o violenti sia nei confronti dello stesso datore di lavoro sia nei confronti di altri dipendenti


Ovviamente sarà il Giudice adito che dovrà verificare la presenza o meno di una giusta causa nel licenziamento.


Licenziamento per giustificato motivo

Il licenziamento per giustificato motivo si distingue in:

 

a) giustificato motivo oggettivo

Si ha quando il licenziamento è stato determinato da ragioni inerenti all’organizzazione del lavoro, al regolare funzionamento dello stesso ovvero da ragioni inerenti all’attività produttiva.

 

b) giustificato motivo soggettivo:

 

si ravvisa questo tipo di licenziamento quando si è in presenza di un inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore non così grave da determinare il licenziamento in tronco, ma abbastanza grave da consentire al datore di lavoro di procedere con il licenziamento.

 

In entrambi i casi il datore di lavoro deve dare il preavviso al lavoratore nonché motivare il licenziamento.

 

Licenziamento ad nutum

Il datore di lavoro può, nei confronti di alcuni lavoratori, procedere con il licenziamento senza obbligo di motivazione, ma dando il preavviso.

I lavoratori in questione sono i dirigenti, i lavoratori in prova, quelli domestici e quelli che hanno maturato il diritto alla pensione.

Analogamente il lavoratore può recedere dal rapporto di lavoro a tempo indeterminato senza alcuna motivazione ma con preavviso.

Nel caso in cui non venga rispettato il termine del preavviso, la legge prevede l’indennità di mancato preavviso.


 IMPUGNAZIONE

 

Il licenziamento deve essere fatto per iscritto e, se previsto, deve essere motivato.

Un licenziamento che non riveste la forma scritta non è valido.


Se si ritiene che il licenziamento sia illegittimo è necessario procedere con l’impugnazione dello stesso entro 60 giorni dalla sua comunicazione ovvero dalla comunicazione dei motivi.

L’impugnazione deve essere fatta per iscritto.


Se il licenziamento è stato intimato senza alcuna motivazione il lavoratore entro 15 giorni dalla comunicazione può chiedere al datore di lavoro la specifica dei motivi.

In tal caso il datore di lavoro deve entro 7 giorni dalla richiesta motivare per iscritto le cause del licenziamento.


Successivamente e prima di promuovere una causa di lavoro è necessario procedere con il tentativo obbligatorio di conciliazione da richiedere almeno 60 giorni prima del deposito del ricorso al Giudice del lavoro.  Tale richiesta è condizione di procedibilità della domanda rivolta al Giudice.


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Last modified: 06/07/09